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Tachifludec: Foglietto illustrativo

Indice foglietto illustrativo

  1. Cos'è Tachifludec
  2. A cosa serve Tachifludec
  3. Posologia e dosaggio: come prendere Tachifludec
  4. Principio attivo
  5. Controindicazioni: quando non usare Tachifludec
  6. Precauzioni e avvertenze
  7. Tachifludec in gravidanza, allattamento e fertilità
  8. Effetti collaterali di Tachifludec
  9. Interazioni con altri farmaci
  10. Scadenza e conservazione di Tachifludec
  11. Glossario
Caratteristica Dettaglio
Principi attivi Paracetamolo 600 mg + acido ascorbico (vitamina C) 40 mg + fenilefrina cloridrato 10 mg
Categoria Antinfluenzale ad azione analgesica, antipiretica e decongestionante nasale
Formulazioni disponibili Polvere per soluzione orale in bustine, gusti limone, limone e miele, arancia, menta
Serve ricetta No (farmaco da banco, OTC di automedicazione)
Indicato per Trattamento sintomatico di influenza, raffreddore, sintomi febbrili e dolorosi con congestione nasale
Dose massima giornaliera 3 bustine nelle 24 ore, per un massimo di 3 giorni consecutivi

Cos'è Tachifludec

Tachifludec è un farmaco antinfluenzale ad attività analgesica, antipiretica e decongestionante nasale, formulato dall'azienda italiana Angelini. È costituito dall'associazione di tre principi attivi che agiscono in sinergia sui diversi sintomi influenzali: il paracetamolo (600 mg) come analgesico e antipiretico, l'acido ascorbico (vitamina C, 40 mg) come supporto al sistema immunitario, e la fenilefrina cloridrato (10 mg) come decongestionante nasale. 

La formulazione in polvere per soluzione orale, da sciogliere in acqua calda, garantisce un assorbimento rapido e un effetto rinfrescante particolarmente apprezzato in caso di sintomi influenzali. Tachifludec è disponibile in diversi gusti (limone, limone e miele, arancia, menta) ed è un farmaco da banco di automedicazione, acquistabile senza prescrizione medica.

A cosa serve Tachifludec

Tachifludec viene utilizzato per il trattamento sintomatico a breve termine di influenza, raffreddore e degli stati febbrili e dolorosi a essi associati, in particolare quando sono presenti congestione e ostruzione nasale. La combinazione dei tre principi attivi consente di intervenire contemporaneamente sui sintomi principali del raffreddamento, offrendo un sollievo completo grazie all'azione coordinata di analgesico, antipiretico e decongestionante.

Tachifludec è indicato nel trattamento sintomatico delle seguenti condizioni:

  • Sindromi influenzali e parainfluenzali
  • Raffreddore e stati di raffreddamento
  • Febbre e brividi associati a influenza
  • Mal di testa da raffreddore o influenza
  • Congestione nasale e ostruzione del naso
  • Dolori muscolari e articolari di intensità lieve-moderata da influenza
  • Mal di gola legato a raffreddore (per l'azione antidolorifica del paracetamolo, anche se Tachifludec non ha azione curativa specifica sulla gola)

Tachifludec è indicato esclusivamente negli adulti e nei bambini al di sopra dei 12 anni di età. Non agisce sulle cause virali dell'influenza o del raffreddore ma solo sui sintomi, e non ha azione sulla tosse. Se i sintomi non migliorano o peggiorano dopo 3 giorni di trattamento, è necessario consultare il medico.

Posologia e dosaggio: come prendere Tachifludec

Le bustine di Tachifludec devono essere sciolte in un bicchiere d'acqua molto calda (non bollente). La soluzione preparata può essere diluita con acqua fredda se non si gradisce assumerla calda, o dolcificata a piacere. L'azione benefica del vapore caldo contribuisce ad alleviare la sensazione di naso chiuso e di mal di gola. La soluzione ottenuta va consumata immediatamente dopo la preparazione.

La posologia raccomandata per gli adulti e i bambini al di sopra dei 12 anni è di 1 bustina ogni 4-6 ore, fino a un massimo di 3 bustine nelle 24 ore. È fondamentale rispettare l'intervallo minimo tra una somministrazione e l'altra per evitare il rischio di sovradosaggio, in particolare di paracetamolo. Il trattamento non deve essere proseguito per più di 3 giorni consecutivi senza consultare il medico. Tachifludec è controindicato nei bambini al di sotto dei 12 anni di età; per i bambini più piccoli esistono formulazioni pediatriche specifiche di paracetamolo (Tachipirina) e altre opzioni terapeutiche.

Formulazione Dosaggio adulti e bambini dai 12 anni Dose massima giornaliera
Tachifludec polvere per soluzione orale in bustine (paracetamolo 600 mg + acido ascorbico 40 mg + fenilefrina cloridrato 10 mg) 1 bustina sciolta in acqua calda ogni 4-6 ore 3 bustine in 24 ore, per un massimo di 3 giorni consecutivi
Tachifludec bambini sotto i 12 anni Non utilizzare Controindicato
Tachifludec pazienti con insufficienza epatica o renale Dosaggio ridotto sotto controllo medico Secondo prescrizione medica

L'effetto di Tachifludec si manifesta generalmente entro 30-60 minuti dall'assunzione, con riduzione progressiva di febbre, mal di testa e congestione nasale. 

Principio attivo

I principi attivi di Tachifludec sono tre: il paracetamolo (600 mg per bustina) come analgesico e antipiretico, l'acido ascorbico o vitamina C (40 mg) come antiossidante e supporto immunitario, e la fenilefrina cloridrato (10 mg, corrispondenti a 8,2 mg di fenilefrina) come decongestionante. Il paracetamolo agisce a livello del sistema nervoso centrale riducendo la sintesi delle prostaglandine cerebrali coinvolte nella percezione del dolore e nella regolazione della temperatura corporea. L'acido ascorbico contribuisce al normale funzionamento del sistema immunitario e compensa la perdita di vitamina C che si verifica nelle fasi iniziali delle infezioni virali. La fenilefrina è un agonista dei recettori alfa-1-adrenergici che provoca il restringimento dei vasi sanguigni della mucosa nasale, riducendo gonfiore e congestione.

Controindicazioni: quando non usare Tachifludec

Tachifludec non deve essere assunto nei seguenti casi:

  • Allergia al paracetamolo, all'acido ascorbico, alla fenilefrina cloridrato o a uno qualsiasi degli eccipienti del prodotto
  • Bambini di età inferiore ai 12 anni
  • Grave insufficienza epatica
  • Deficit dell'enzima glucosio-6-fosfato deidrogenasi (G6PD)
  • Pazienti in terapia con beta-bloccanti (utilizzati per pressione arteriosa alta o malattie cardiache)

Particolare cautela è richiesta nei pazienti con malattie cardiovascolari, ipertensione, ipertiroidismo, diabete, glaucoma, ipertrofia prostatica e gravi disturbi renali. In tutti questi casi è necessario consultare il medico prima di iniziare il trattamento.

Precauzioni e avvertenze

Tachifludec deve essere utilizzato esclusivamente per brevi periodi di trattamento, non superiori a 3 giorni consecutivi senza consultare il medico. L'effetto epatotossico del paracetamolo può essere potenziato dall'assunzione di alcol o di altri farmaci attivi sul fegato: è fondamentale evitare il consumo di bevande alcoliche durante il trattamento. È vietato assumere contemporaneamente altri farmaci contenenti paracetamolo, comprese le formulazioni multi-ingrediente per il raffreddore, per evitare sovradosaggi involontari potenzialmente gravi.

Tachifludec in gravidanza, allattamento e fertilità

L'uso di Tachifludec in gravidanza non è raccomandato. Il paracetamolo è generalmente considerato sicuro in gravidanza alle dosi terapeutiche, ma la fenilefrina, in quanto vasocostrittore, può causare aumenti della pressione arteriosa e ridurre il flusso sanguigno placentare; l'acido ascorbico è considerato sicuro alle dosi presenti nel prodotto. La combinazione dei tre principi attivi nella formulazione di Tachifludec rende preferibile evitarne l'uso in gravidanza, optando per trattamenti più mirati e sicuri. Tachifludec deve essere assunto in gravidanza esclusivamente dopo aver consultato il medico, valutando il rapporto rischio-beneficio nel caso specifico.

Durante l'allattamento al seno l'uso di Tachifludec non è raccomandato. Il paracetamolo passa nel latte materno in quantità clinicamente non significative ed è generalmente considerato compatibile con l'allattamento, ma per la fenilefrina non sono disponibili dati sull'escrezione nel latte materno né sugli effetti sul lattante, motivo per cui sono preferibili farmaci alternativi privi del decongestionante. 

Effetti collaterali di Tachifludec

Come tutti i farmaci, anche Tachifludec può causare effetti indesiderati, sebbene non tutte le persone li manifestino. Gli effetti collaterali più comuni di Tachifludec comprendono:

  • Mal di testa
  • Capogiri e vertigini
  • Nausea e vomito
  • Reazioni cutanee come rash, prurito, orticaria
  • Aumento della pressione arteriosa (dovuto alla fenilefrina)
  • Tachicardia e palpitazioni
  • Irritabilità e nervosismo
  • Insonnia

Tra gli effetti indesiderati meno frequenti di Tachifludec figurano:

  • Alterazioni della funzionalità epatica e renale (con dosi elevate di paracetamolo)
  • Reazioni allergiche e di ipersensibilità (angioedema, edema della laringe)
  • Trombocitopenia, leucopenia, anemia, agranulocitosi
  • Anoressia
  • Calcoli renali (per dosi elevate prolungate di vitamina C in pazienti predisposti)

In presenza di sintomi gravi (difficoltà respiratorie, gonfiore del viso o della gola, eruzione cutanea con vescicole, dolore toracico, palpitazioni intense), è necessario sospendere immediatamente il farmaco e rivolgersi al medico o al pronto soccorso.

Interazioni con altri farmaci

Tachifludec può interagire con numerosi farmaci, in particolare per via dei tre principi attivi che lo compongono. Le interazioni più rilevanti riguardano:

  • Inibitori delle monoaminoossidasi (IMAO): l'associazione è controindicata. La fenilefrina può scatenare crisi ipertensive in pazienti in terapia con IMAO o nelle due settimane successive alla sospensione
  • Antidepressivi triciclici: possono potenziare gli effetti cardiovascolari e ipertensivi della fenilefrina
  • Beta-bloccanti e altri antipertensivi: la fenilefrina può ridurne l'efficacia, contrastando l'effetto antipertensivo
  • Amine simpaticomimetiche e farmaci per l'emicrania (ergotamina, metisergide): l'associazione aumenta il rischio di effetti cardiovascolari
  • Anticoagulanti come il warfarin: il paracetamolo a dosi elevate e per periodi prolungati può potenziarne l'effetto, aumentando il rischio di emorragie
  • Antibiotici (cloramfenicolo, flucloxacillina): il paracetamolo può aumentare l'emivita del cloramfenicolo; con la flucloxacillina c'è rischio di acidosi metabolica
  • Digossina: richiede cautela in caso di assunzione contemporanea

Il paracetamolo può inoltre interferire con la determinazione dell'uricemia e della glicemia; l'acido ascorbico può interferire con la misurazione di urati, glucosio, bilirubina ed emoglobina. È sempre indispensabile informare il medico o il farmacista di tutti i farmaci in uso prima di iniziare la terapia con Tachifludec.

Scadenza e conservazione di Tachifludec

La data di scadenza di Tachifludec è riportata sulla confezione esterna e sulle bustine. La scadenza si riferisce all'ultimo giorno del mese indicato e vale per il prodotto in confezionamento integro e correttamente conservato. Tachifludec deve essere conservato a temperatura inferiore a 25°C, lontano da fonti di umidità e calore. Conservare le bustine nella confezione originale fino al momento dell'uso.

Dopo la data di scadenza il farmaco non deve essere utilizzato. I medicinali scaduti o inutilizzati non vanno gettati nell'acqua di scarico né nei rifiuti domestici: è sempre opportuno chiedere al farmacista le modalità corrette di smaltimento. Tenere Tachifludec fuori dalla vista e dalla portata dei bambini.

Glossario

  • Paracetamolo: principio attivo analgesico e antipiretico, conosciuto anche come acetaminofene
  • Acido ascorbico: nome chimico della vitamina C, vitamina idrosolubile con proprietà antiossidanti
  • Fenilefrina cloridrato: simpaticomimetico ad azione decongestionante, agonista dei recettori alfa-1-adrenergici
  • Decongestionante: sostanza che riduce il gonfiore della mucosa nasale liberando le vie aeree
  • Vasocostrittore: sostanza che riduce il calibro dei vasi sanguigni, diminuendo il flusso ematico locale
  • Analgesico: farmaco che riduce o elimina la sensazione di dolore
  • Antipiretico: farmaco che abbassa la temperatura corporea in caso di febbre
  • Recettori alfa-1-adrenergici: strutture presenti sulle cellule della muscolatura liscia dei vasi sanguigni che, quando stimolate, provocano vasocostrizione
  • G6PD (Glucosio-6-fosfato deidrogenasi): enzima il cui deficit ereditario può causare crisi emolitiche con alcuni farmaci
  • Inibitori delle monoaminoossidasi (IMAO): classe di antidepressivi che possono dare gravi interazioni con farmaci simpaticomimetici
  • Acidosi metabolica: condizione caratterizzata da un eccesso di acidi nei fluidi corporei

Fonte: le informazioni riportate in questa pagina sono basate sul foglietto illustrativo di Tachifludec. Il contenuto ha finalità puramente informative e non sostituisce in alcun modo il parere del medico curante o del farmacista. Per la versione integrale e aggiornata del foglietto illustrativo si consiglia di consultare il sito ufficiale dell'AIFA.