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Irbesartan

Che cosa è l'Irbesartan e a cosa serve

L'Irbesartan è un farmaco antipertensivo appartenente alla categoria dei sartani, conosciuti anche come antagonisti del recettore dell'angiotensina II, utilizzato per trattare l'ipertensione arteriosa e per proteggere i reni nei pazienti con diabete di tipo 2 e ipertensione associata a malattia renale. Agisce bloccando i recettori a cui si lega l'angiotensina II, una sostanza prodotta dall'organismo che causa la costrizione dei vasi sanguigni e l'aumento della pressione arteriosa, impedendole di esercitare il suo effetto e producendo un rilassamento dei vasi e una riduzione della pressione. Presenta una maggiore affinità per i recettori dell'angiotensina II rispetto ad altri sartani e un'emivita che consente una copertura antipertensiva stabile nelle ventiquattro ore con una sola somministrazione giornaliera.

A differenza degli ACE inibitori come il Ramipril che bloccano la produzione di angiotensina II, l'Irbesartan blocca direttamente i recettori a cui si lega questa sostanza, producendo un effetto antipertensivo equivalente ma senza la tosse secca che è il principale effetto collaterale degli ACE inibitori. È disponibile in compresse e si assume una volta al giorno, con o senza cibo, sia come monoterapia che in associazione con diuretici tiazidici quando la pressione non è adeguatamente controllata con il solo Irbesartan.

Come funziona l'Irbesartan

L'Irbesartan agisce bloccando selettivamente i recettori AT1 dell'angiotensina II, i principali recettori attraverso cui questa sostanza esercita i suoi effetti sul sistema cardiovascolare. Quando l'angiotensina II si lega a questi recettori, produce una costrizione dei vasi sanguigni, stimola la produzione di aldosterone con conseguente ritenzione di sodio e acqua, e attiva altri meccanismi che aumentano la pressione arteriosa. Impedendo questo legame, l'Irbesartan blocca l'intera cascata di effetti mediati dai recettori AT1, portando al rilassamento dei vasi, alla riduzione del volume di liquidi in circolo e all'abbassamento della pressione arteriosa.

Nei pazienti con diabete e nefropatia, l'Irbesartan esercita un effetto protettivo sul rene che va al di là del semplice abbassamento della pressione sistemica. Riducendo la pressione all'interno dei glomeruli renali, le strutture microscopiche dove avviene la filtrazione del sangue, rallenta la progressione del danno renale e riduce la perdita di proteine nelle urine. 

Perché assumere il farmaco Irbesartan

L'Irbesartan viene scelto quando è necessario un farmaco antipertensivo della classe dei sartani con un'indicazione specifica per la protezione renale nel paziente diabetico con ipertensione, o come alternativa agli ACE inibitori nei pazienti che sviluppano tosse secca. 

I principali vantaggi dell'utilizzo del farmaco Irbesartan includono:

  • Riduzione efficace e stabile della pressione arteriosa
  • Riduzione della proteinuria e rallentamento della progressione della malattia renale
  • Assenza di tosse secca rispetto agli ACE inibitori
  • Singola somministrazione giornaliera con effetto stabile nelle ventiquattro ore

L'Irbesartan, come tutti i sartani, è controindicato in gravidanza dove può causare gravi danni al feto nel secondo e terzo trimestre. 

Quando è consigliata la somministrazione del farmaco Irbesartan

L'Irbesartan viene prescritto nell'ipertensione arteriosa quando il medico ritiene che un sartano sia la scelta più appropriata, in particolare quando coesiste una malattia renale diabetica che beneficia dell'effetto nefroprotettivo specifico di questo farmaco. Viene introdotto anche nei pazienti che hanno abbandonato o non tollerano la terapia con ACE inibitori a causa della tosse secca, mantenendo la stessa efficacia antipertensiva e cardioprotettiva. Nei pazienti con ipertensione e diabete di tipo 2 con microalbuminuria, le linee guida raccomandano l'uso di un sartano o di un ACE inibitore come trattamento di prima scelta indipendentemente dai valori pressori.

Effetti collaterali dell'Irbesartan

L'Irbesartan è generalmente molto ben tollerato e presenta uno dei profili di sicurezza più favorevoli tra le classi di farmaci antipertensivi. I disturbi più comuni sono di lieve entità e includono vertigini e senso di stordimento, soprattutto nelle prime settimane o dopo un aumento della dose. A differenza degli ACE inibitori non causa tosse secca, e rispetto ai diuretici tiazidici non altera significativamente i livelli di potassio, glucosio e acido urico nel sangue. 

Gli effetti collaterali dell'Irbesartan possono includere:

  • Vertigini e senso di stordimento nelle prime settimane
  • Ipotensione più marcata dopo la prima dose nei pazienti disidratati
  • Aumento del potassio nel sangue soprattutto in associazione con altri farmaci
  • Alterazione della funzione renale nelle fasi iniziali
  • Mal di testa
  • Stanchezza e affaticamento
  • Angioedema con gonfiore improvviso di labbra e gola, raro ma grave
  • Nausea e disturbi gastrointestinali in rari casi
  • Alterazioni delle transaminasi in rari casi

Il monitoraggio periodico della funzione renale e del potassio è indispensabile, soprattutto nei pazienti che assumono diuretici risparmiatori di potassio o altri farmaci che aumentano il potassio. Qualsiasi gonfiore improvviso al viso, alle labbra o alla gola va segnalato immediatamente al medico o al pronto soccorso senza attendere. 

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