Spedizioni gratuite a partire da 79.90€

Assistenza clienti

Cardioaspirina: Foglietto illustrativo

Indice foglietto illustrativo

  1. Cos'è Cardioaspirina
  2. A cosa serve Cardioaspirina
  3. Posologia e dosaggio: come prendere Cardioaspirina
  4. Principio attivo
  5. Controindicazioni: quando non usare Cardioaspirina
  6. Precauzioni e avvertenze
  7. Cardioaspirina in gravidanza, allattamento e fertilità
  8. Effetti collaterali di Cardioaspirina
  9. Interazioni con altri farmaci
  10. Scadenza e conservazione di Cardioaspirina
  11. Glossario
Caratteristica Dettaglio
Principio attivo Acido acetilsalicilico 100 mg
Categoria Antiaggregante piastrinico antitrombotico (FANS della famiglia dei salicilati a bassa dose)
Formulazione Compresse gastroresistenti 100 mg, confezioni da 30, 60 o 90 compresse
Serve ricetta Sì (farmaco soggetto a prescrizione medica)
Indicato per Prevenzione di eventi atero-trombotici (infarto, ictus) e prevenzione cardiovascolare in pazienti ad elevato rischio
Dose tipica adulti 1 compressa al giorno (100 mg), per uso a lungo termine

Cos'è Cardioaspirina

Cardioaspirina è un farmaco antitrombotico a base di acido acetilsalicilico (100 mg), un principio attivo della famiglia dei salicilati ben conosciuto per la sua azione antinfiammatoria, analgesica e antipiretica ad alte dosi (come nella classica Aspirina). A bassa dose, l'acido acetilsalicilico agisce invece come antiaggregante piastrinico: impedisce alle piastrine di aggregarsi tra loro e di formare coaguli all'interno dei vasi sanguigni, contribuendo così alla prevenzione di eventi cardiovascolari come infarto del miocardio e ictus ischemico. 

La formulazione in compresse gastroresistenti è studiata per ridurre l'effetto irritante sulla mucosa gastrica: il rivestimento permette infatti il rilascio del principio attivo direttamente nell'intestino, dove il pH è alcalino, e non nello stomaco. Cardioaspirina è prodotta da Bayer ed è disponibile in confezioni da 30, 60 o 90 compresse.

A cosa serve Cardioaspirina

Cardioaspirina viene utilizzata come antitrombotico per prevenire la formazione di coaguli di sangue all'interno dei vasi sanguigni. La sua azione si basa sull'inibizione dell'aggregazione piastrinica, indotta dall'acido acetilsalicilico anche a basse dosi grazie al blocco dell'enzima ciclossigenasi (COX-1) delle piastrine. L'inibizione delle piastrine è irreversibile e persiste per tutta la vita della piastrina (circa 7-10 giorni), motivo per cui è sufficiente una singola dose giornaliera.

Cardioaspirina è indicata nel trattamento delle seguenti condizioni:

  • Prevenzione secondaria di eventi atero-trombotici in pazienti con storia di infarto del miocardio
  • Prevenzione secondaria di ictus ischemico e attacchi ischemici transitori (TIA)
  • Angina pectoris stabile e instabile
  • Prevenzione cardiovascolare in pazienti ad elevato rischio (con più fattori di rischio cardiovascolari, sotto valutazione medica)
  • Prevenzione della trombosi dopo interventi chirurgici cardiovascolari (bypass coronarico, angioplastica)

Cardioaspirina deve essere utilizzata esclusivamente sotto controllo medico, in particolare nella prevenzione primaria (cioè in pazienti che non hanno mai avuto eventi cardiovascolari), dove il rapporto rischio-beneficio va valutato attentamente caso per caso, considerando l'aumento del rischio di emorragie associato al trattamento prolungato.

Posologia e dosaggio: come prendere Cardioaspirina

Le compresse di Cardioaspirina sono gastroresistenti e devono essere deglutite intere, senza schiacciarle, masticarle o romperle, per assicurarne il corretto rilascio nell'ambiente alcalino dell'intestino. L'assunzione deve avvenire con abbondante acqua (mezzo o un bicchiere) almeno 30 minuti prima dei pasti, per favorire un assorbimento ottimale. Se durante la deglutizione la compressa viene danneggiata si vanifica la protezione gastrica e si aumenta il rischio di disturbi gastrointestinali.

La posologia standard di Cardioaspirina per uso a lungo termine è di 1 compressa da 100 mg una volta al giorno, sempre alla stessa ora. Cardioaspirina non deve essere assunta a dosaggi maggiori senza espressa prescrizione del medico. Nei pazienti anziani (oltre i 70 anni), che presentano una maggiore sensibilità agli eventi avversi soprattutto se in terapia con altri farmaci, l'uso deve essere valutato caso per caso dal medico, con rivalutazioni periodiche del trattamento.

Formulazione Dosaggio adulti Dose massima giornaliera
Cardioaspirina compresse gastroresistenti 100 mg (adulti, uso a lungo termine) 1 compressa al giorno alla stessa ora, con acqua, 30 minuti prima dei pasti 100 mg (1 compressa)
Cardioaspirina compresse gastroresistenti 100 mg (anziani oltre i 70 anni) 1 compressa al giorno con valutazione medica caso per caso e rivalutazione periodica 100 mg (1 compressa)
Cardioaspirina bambini e adolescenti sotto i 16 anni Non utilizzare Controindicato (rischio di sindrome di Reye)

L'effetto antiaggregante piastrinico di Cardioaspirina è massimo dopo 5-7 giorni di trattamento e persiste per diversi giorni anche dopo la sospensione, motivo per cui è necessario interrompere l'assunzione almeno 5-7 giorni prima di interventi chirurgici. 

Principio attivo

Il principio attivo di Cardioaspirina è l'acido acetilsalicilico (100 mg per compressa), un farmaco antinfiammatorio non steroideo (FANS) della famiglia dei salicilati. A basse dosi, l'acido acetilsalicilico agisce principalmente come antiaggregante piastrinico, inibendo in modo irreversibile l'enzima ciclossigenasi-1 (COX-1) delle piastrine. 

Questa inibizione blocca la sintesi del trombossano A2, una sostanza che promuove l'aggregazione piastrinica e la vasocostrizione. L'azione si mantiene per tutta la vita della piastrina (circa 7-10 giorni), poiché le piastrine non possono sintetizzare nuovi enzimi. Mentre la sintesi delle prostaglandine si ristabilisce rapidamente, l'inibizione della formazione di trombossani dura quindi più a lungo.

Controindicazioni: quando non usare Cardioaspirina

Cardioaspirina non deve essere assunta nei seguenti casi:

  • Allergia all'acido acetilsalicilico, ai salicilati o a uno qualsiasi degli eccipienti del prodotto
  • Precedenti reazioni di ipersensibilità (broncospasmo, rinite, orticaria, polipi nasali) in risposta ad altri FANS
  • Mastocitosi preesistente (per il rischio di gravi reazioni di ipersensibilità con shock circolatorio, ipotensione, tachicardia e vomito)
  • Ulcera gastroduodenale attiva
  • Tendenza alle emorragie (diatesi emorragica) e altri disturbi gravi della coagulazione
  • Grave insufficienza renale
  • Grave insufficienza epatica
  • Grave insufficienza cardiaca

Precauzioni e avvertenze

Cardioaspirina deve essere assunta con particolare cautela in alcune categorie di pazienti. Per via dell'effetto inibitorio sull'aggregazione piastrinica, che persiste per diversi giorni dopo la somministrazione, l'acido acetilsalicilico può aumentare la tendenza alle emorragie durante e dopo gli interventi chirurgici (inclusi gli interventi minori come l'estrazione dentaria). Il paziente deve sempre informare il chirurgo, il dentista o l'anestesista di stare assumendo Cardioaspirina.

L'assunzione contemporanea di alcol aumenta il rischio di sanguinamenti gastrointestinali e va quindi evitata o limitata durante la terapia. Nei pazienti che hanno avuto o hanno una storia di ulcera o sanguinamento gastrointestinale è opportuno valutare con il medico l'associazione di un gastroprotettore al trattamento.

Cardioaspirina in gravidanza, allattamento e fertilità

L'uso di Cardioaspirina in gravidanza non è raccomandato. Durante il primo e secondo trimestre il farmaco può essere assunto esclusivamente se strettamente necessario e sempre sotto supervisione medica, alla dose minima efficace e per il periodo più breve possibile. I dati epidemiologici disponibili non sono coerenti riguardo al rischio di malformazioni, ma non si può escludere un aumentato rischio di gastroschisi. Studi clinici indicano che dosi fino a 100 mg al giorno per uso ostetrico limitato (sotto monitoraggio specialistico) appaiono sicure.

Cardioaspirina è controindicata nel terzo trimestre di gravidanza, poiché l'acido acetilsalicilico può provocare gravi danni al feto (cardiaci, polmonari e renali) e complicazioni emorragiche al momento del parto, sia per la madre che per il neonato. 

Effetti collaterali di Cardioaspirina

Come tutti i farmaci, anche Cardioaspirina può causare effetti indesiderati, sebbene non tutte le persone li manifestino. Gli effetti collaterali più comuni di Cardioaspirina riguardano l'apparato gastrointestinale e l'aumentato rischio emorragico, e comprendono:

  • Disturbi gastrici e gastrite
  • Bruciore di stomaco, dispepsia, nausea
  • Sanguinamenti gastrici occulti (con possibile anemia da carenza di ferro nel lungo periodo)

Tra gli effetti indesiderati meno frequenti di Cardioaspirina figurano:

  • Ulcere e perforazioni gastrointestinali
  • Emorragie gastrointestinali (vomito ematico, melena)
  • Reazioni allergiche cutanee come rash, prurito, orticaria, angioedema
  • Crisi di broncospasmo nei soggetti asmatici predisposti

Interazioni con altri farmaci

Cardioaspirina può interagire con numerosi farmaci, modificandone l'efficacia o aumentando il rischio di effetti indesiderati, in particolare il rischio emorragico. Le interazioni più rilevanti riguardano:

  • Altri FANS e ibuprofene: l'uso contemporaneo aumenta il rischio di sanguinamenti gastrici. L'ibuprofene può inoltre ridurre l'effetto antiaggregante di Cardioaspirina
  • Anticoagulanti orali come il warfarin: l'associazione aumenta significativamente il rischio di emorragie e va effettuata solo sotto stretto controllo medico
  • Altri farmaci antiaggreganti (clopidogrel, ticagrelor, prasugrel): l'associazione aumenta il rischio emorragico ma è terapeutica in determinate condizioni cliniche (es. doppia antiaggregazione dopo stent coronarico)
  • Metotrexato: Cardioaspirina aumenta la tossicità del metotrexato. L'associazione è controindicata a dosi di metotrexato superiori a 15 mg/settimana
  • Corticosteroidi: aumentano il rischio di ulcere e sanguinamenti gastrointestinali se associati a Cardioaspirina
  • Diureticiantipertensivi: Cardioaspirina può ridurne l'efficacia e, nei pazienti anziani o disidratati, aumentare il rischio di insufficienza renale
  • Antidepressivi inibitori selettivi del riassorbimento della serotonina (SSRI): aumentano il rischio di sanguinamento gastrointestinale

È sempre indispensabile informare il medico di tutti i farmaci, integratori o prodotti erboristici in uso prima di iniziare la terapia con Cardioaspirina e di non sospendere mai il trattamento di propria iniziativa.

Scadenza e conservazione di Cardioaspirina

La data di scadenza di Cardioaspirina è riportata sulla confezione esterna e sul blister. La scadenza si riferisce all'ultimo giorno del mese indicato e vale per il prodotto in confezionamento integro e correttamente conservato. Cardioaspirina deve essere conservata a temperatura non superiore ai 30°C, lontano da fonti di umidità, calore e dalla luce diretta. Conservare nel blister originale per proteggere le compresse dall'umidità.

Dopo la data di scadenza il farmaco non deve essere utilizzato. I medicinali scaduti o inutilizzati non vanno gettati nell'acqua di scarico né nei rifiuti domestici: è sempre opportuno chiedere al farmacista le modalità corrette di smaltimento. Tenere Cardioaspirina fuori dalla vista e dalla portata dei bambini.

Glossario

  • Acido acetilsalicilico: principio attivo di Cardioaspirina, salicilato con azione antinfiammatoria, analgesica, antipiretica e antiaggregante piastrinica (a bassa dose)
  • Antiaggregante piastrinico: farmaco che impedisce l'aggregazione delle piastrine, riducendo il rischio di formazione di trombi nei vasi sanguigni
  • Antitrombotico: farmaco che previene la formazione di trombi (coaguli di sangue) all'interno dei vasi sanguigni
  • Compresse gastroresistenti: formulazione che resiste all'ambiente acido dello stomaco e rilascia il principio attivo nell'intestino, riducendo l'effetto irritante sulla mucosa gastrica
  • Trombossano A2: sostanza prodotta dalle piastrine che promuove la loro aggregazione e la vasocostrizione, inibita dall'acido acetilsalicilico
  • Ciclossigenasi (COX): enzima responsabile della sintesi delle prostaglandine e dei trombossani, bersaglio farmacologico dei FANS
  • Aterosclerosi: malattia cronica caratterizzata dall'accumulo di placche all'interno delle arterie, fattore di rischio per infarto e ictus
  • Eventi atero-trombotici: complicanze dell'aterosclerosi causate dalla formazione di trombi sulle placche aterosclerotiche (infarto del miocardio, ictus ischemico)
  • Sindrome di Reye: rara ma grave malattia che può colpire bambini e adolescenti, caratterizzata da danno epatico ed encefalopatia, associata all'uso di salicilati durante infezioni virali
  • Mastocitosi: rara malattia caratterizzata dall'accumulo anomalo di mastociti nei tessuti

Fonte: le informazioni riportate in questa pagina sono basate sul foglietto illustrativo di Cardioaspirin. Il contenuto ha finalità puramente informative e non sostituisce in alcun modo il parere del medico curante o del farmacista. Per la versione integrale e aggiornata del foglietto illustrativo si consiglia di consultare il sito ufficiale dell'AIFA.