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Azoturia bassa

Cosa si intende per azoturia bassa

L'azoturia quantifica l'urea urinaria, il principale prodotto di scarto del metabolismo proteico. Si parla di azoturia bassa quando la quantità escreta scende sotto la soglia fisiologica, che nell'adulto oscilla generalmente tra20 e 35 grammi nelle 24 ore. L'esame richiede una procedura scrupolosa: la raccolta di tutte le urine prodotte nell'arco di una giornata intera in un contenitore sterile.

L'urea viene prodotta dal fegato a partire dall'ammoniaca, una sostanza tossica che deriva dalla degradazione degli aminoacidi contenuti nelle proteine alimentari e nei tessuti corporei. Una volta sintetizzata, l'urea viene rilasciata nel sangue e successivamente filtrata dai reni per essere eliminata attraverso le urine. Questo processo avviene in modo continuo e costante, motivo per cui una certa quantità di azoto è sempre presente nelle urine. Quando i valori risultano inferiori alla norma, significa che la produzione o l'eliminazione di urea è ridotta rispetto a quanto atteso.

L'esame viene spesso richiesto insieme all'azotemia per avere un quadro più completo della funzionalità renale e dello stato nutrizionale.

Cause dell'azoturia bassa nelle urine

Tra le cause più comuni di azoturia bassa troviamo una dieta povera di proteine, che limita la quantità di aminoacidi disponibili per il metabolismo e di conseguenza riduce la produzione di urea. Questa situazione si verifica frequentemente in persone che seguono regimi alimentari molto restrittivi, diete vegetariane o vegane non adeguatamente bilanciate, oppure in soggetti anziani con difficoltà ad alimentarsi correttamente. Anche stati di malnutrizione grave, come quelli che si osservano in pazienti con patologie croniche debilitanti o disturbi dell'alimentazione, possono portare a una significativa riduzione dell'azoturia. Un'altra causa non patologica è l'eccessiva idratazione: bere grandi quantità di liquidi diluisce l'urea nelle urine, facendo apparire i valori più bassi del normale.

Quando l'azoturia bassa non dipende da fattori alimentari, è importante considerare possibili problemi a carico del fegato. L'insufficienza epatica, infatti, compromette la capacità dell'organo di trasformare l'ammoniaca in urea, con conseguente riduzione della quantità eliminata nelle urine. 

Sintomi dell'azoturia bassa

Il riscontro di azoturia bassa avviene spesso in assenza di disturbi evidenti. Quando presenti, i sintomi non sono standard ma dipendono dalla condizione medica primaria (problemi al fegato, dieta inadeguata, malassorbimento), rendendo necessaria un'analisi del quadro clinico complessivo.

I sintomi che possono accompagnare l'azoturia bassa dipendono dalla causa sottostante e includono:

  • Stanchezza persistente e debolezza generale
  • Perdita di peso inspiegabile
  • Perdita di appetito e nausea
  • Ittero, ovvero colorazione giallastra della pelle e degli occhi
  • Gonfiore addominale
  • Urine scure e feci chiare
  • Difficoltà di concentrazione e confusione mentale
  • Edemi agli arti inferiori

È importante sottolineare che molte persone con azoturia bassa non manifestano alcun sintomo evidente, soprattutto quando la causa è semplicemente una dieta povera di proteine o un'eccessiva assunzione di liquidi. In questi casi, la correzione delle abitudini alimentari è spesso sufficiente a riportare i valori nella norma. 

Come aumentare i valori di azoturia bassa

Per riportare i valori di azoturia nella norma è necessario innanzitutto individuare la causa che ha determinato la riduzione. Se il problema è legato a un insufficiente apporto proteico con la dieta, la soluzione più semplice consiste nell'aumentare gradualmente il consumo di alimenti ricchi di proteine. Carne, pesce, uova, latticini e legumi rappresentano ottime fonti proteiche che favoriscono la produzione di urea e contribuiscono a normalizzare i valori. Per chi segue diete vegetariane o vegane, è importante combinare correttamente cereali e legumi oppure valutare con il medico l'eventuale integrazione. L'alimentazione deve comunque rimanere equilibrata, evitando eccessi che potrebbero sovraccaricare i reni.

In caso di insufficienza epatica o cirrosi, il medico potrà prescrivere farmaci specifici per migliorare la funzionalità del fegato e supportare il metabolismo proteico. È fondamentale seguire scrupolosamente le indicazioni dello specialista e sottoporsi a controlli periodici per monitorare l'evoluzione della situazione. Se invece i bassi valori dipendono da un'eccessiva idratazione, sarà sufficiente moderare l'assunzione di liquidi per ottenere risultati più accurati agli esami successivi. 

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